Quanta ansia nasce dal ricordare i nostri errori, i nostri scivoloni, le nostre gaffe, piuttosto che tutte le cose buone che abbiamo fatto nella vita? E quanto, dentro di noi, immaginiamo come catastrofi, come rottura inesorabile dei rapporti, le conseguenze di quegli errori?

Se vi chiedessi di riportare alla mente un errore, uno sgarbo che avete fatto anche senza volere quando eravate piccoli diciamo entro i 10 anni: lo ricordate?

E nell'adolescenza?

Tutti noi vorremmo agire sempre sotto il magico mantello della perfezione. Prima di tutto perché cerchiamo sempre di dare il massimo, in secondo luogo perché ci permetterebbe di non ricevere mai delle critiche, cosa a cui noi tutti siamo particolarmente sensibili. Per queste ragioni quando commettiamo un errore ci sentiamo come se tutto il mondo ci stesse guardando. In realtà quel compagno di scuola a cui abbiamo fatto lo sgarbo che ancora oggi ci sentiamo ‘bruciare’ dentro, incontrandolo oggi ci direbbe che non lo ricorda più.

 

Sentirsi in colpa per i propri errori non ci avvicina alla felicità perché ci fa sentire impotenti, inaffidabili e incapaci. Come fare dunque visto che gli errori li facciamo tutti? Assumiamocene la responsabilità e quindi, invece di sentirci in colpa, cerchiamo di capire dove e come cambiare, quali situazioni ci rendono fragili, cosa ci ha spinto a commettere degli errori.

Sappiate che sentirvi in colpa non vi impedisce di ricadere nelle stesse trappole perché non avete imparato nulla. Non prendetevela con voi stesse, ricordate che in fondo l’essere umano impara sbagliando, quello che fa la differenza è cosa ne fai dell’errore, se ti lasci sommergere o se diventa una molla per imparare ad avere più serenità.

Accettate i vostri errori e datevi un premio quando sbagliate: vuol dire che avete imparato qualcosa!

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