Scusi da che parte per la felicità?”

Se un automobilista per strada vi fermasse chiedendo questa indicazione lo prendereste per matto? Eppure molto spesso tutti noi ci guardiamo intorno alla ricerca della felicità. La speranza  è che arrivi da fuori: dalle cose (la bella auto, la casa, l’acquisto delle tecnologie) o dalle persone (se incontro la persona giusta, se sono molto amata/o). Certo comprare una casa porta felicità ma è una felicità con ‘la data di scadenza’. La vostra nuova casa vi piace ancora, certamente, ma passato qualche mese, se avete dei problemi non vi è di nessun aiuto entrare nella vostra nuova casa.

Essere consapevoli della felicità vuol dire allenare il nostro cervello, che ha l’80% dei pensieri con qualche contenuto negativo, a imparare a essere positivo.

Aspettarsi sempre il peggio, preoccuparsi per quello che ancora non è avvenuto e forse non avverrà, il pessimismo, fa male al nostro cuore.1

Quindi cercare di capire perché pensiamo così negativamente, diventare consapevoli di tutta questa negatività e cambiare modo di atteggiarsi alla vita, è la strada per essere sereni e in salute. Vi sono consigli che vi avranno già detto tutti: camminare, avere relazioni sociali, aiutare gli altri... Proverò ad aumentare la lista del ‘vivi bene con il tuo cuore’.

Visto che il nostro cervello ci propone spesso pensieri negativi, immagini, che non decidiamo coscientemente, ma che poi ci prendono emotivamente, proviamo a riprendere la nostra attenzione su qualcosa di più positivo.

  • Fate in modo che i tragitti che fate ogni giorno in auto, in treno o in autobus siano consapevoli: datevi un obiettivo, ad esempio trovare lungo il percorso 5 persone che sorridono, oppure qualcuno che è palesemente felice, persone che si tengono per mano, ecc...
  • Qual è la prima cosa che pensate al mattino e l’ultima quando vi addormentate? Scegliete una cosa positiva.
  • Non covate i problemi, non teneteli stretti. Condivideteli con una persona amica e poi, se la soluzione vi appare ancora lontana, non tornateci sopra, anzi ogni volta che vi torna in mente, provate a dirvi “non mi servi a niente”. Continuare a pensare ai problemi non risolti crea ansia. Decidete di affrontare questo problema stasera, quando uscirete dal lavoro.
  • Prendetevi cura dei vostri desideri: andate al cinema, leggete un libro, andate a visitare una città vicina a dove abitate, fate un bagno caldo in santa pace, invitate le amiche per un caffè.
  • La felicità è contagiosa. Cercate di avere accanto a voi persone potenzianti, positive. Se frequentate persone liete, lucide, creative, progettuali, sarete naturalmente portati a svilupparvi nella stessa direzione.
  • Siate le vostre migliori amiche. Prendetevi per mano, sostenetevi nei momenti difficili, non lasciate che le difficoltà della vita vi mettano KO. Provate a ripetervi: “Se ricordo bene ho già affrontato una situazione simile e ce l’ho fatta” oppure “Ho tutto il diritto di sentirmi un po' giù, ma posso andare avanti”

 

 

 

 

1    Dipartimento di Psichiatria del Päijät-Häme Central Hospital, Finlandia

TORNA SU